presentazione di Franco Cazzaniga del corso di formazione per amministratori svoltosi alla festa provinciale democratica di Milano |
|
|
|
|
PRESENTAZIONE DEL CORSO DI FORMAZIONE INIZIATIVA DEL SETTEMBRE SVOLTASI ALLA FESTA PROVINCIALE”DEMOCRATICA”
UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE DI AMMINISTRATORI PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO DEL PAESE
Abbiamo impostato questo progetto che ha al centro la formazione di una nuova classe dirigente di amministratori per il governo del territorio e del Paese consapevoli che, con il cambio generazionale, si è modificato il modo di pensare o di agire degli amministratori, ponendo anche problemi di qualità della politica amministrativa.
Da qui l’idea di costruire come fondazione Elio Quercioli assieme al Partito Democratico, un corso di formazione da tenersi dal 13 ottobre fino al 5 dicembre.
Con questa iniziativa che vede la presenza di:
Roberto Cornelli – Sindaco di Cormano Massimo Sacchi – Sindaco di Settimo Milanese Roberto Vitali – già presidente della Provincia di Milano E di Maurizio Martina – Vittorio Angiolini – Emanuele Fiano candidati alla segreteria regionale, diamo avvio al corso avendo la consapevolezza che la formazione è un problema centrale e quindi il coinvolgimento degli amministratori diventa fondamentale per la loro formazione.
Vogliamo affrontare, approfondire e discutere:
E’ necessario partire dal riconoscimento delle funzioni essenziali del sistema delle autonomie nell’assetto democratico italiano e nel governo dei processi economici e locali, quale riferimento principale dei cittadini.
Occorre salvaguardare la credibilità delle istituzioni e, se nel passato le reti dei comuni e delle province italiane ha garantito la democrazia, oggi, questa rete, è l’unica che riesce ad avere riconosciuta la rappresentanza dei cittadini, perché comprende meglio i cambiamenti in corso e riesce ad essere locale e globale contemporaneamente.
Proprio per questo i sindaci e gli amministratori locali in generale, hanno una maggiore responsabilità rispetto agli altri livelli di governo.
Oggi per far crescere L’Italia soprattutto in un momento di grande crisi economica e sociale, occorre che gli enti locali siano messi nella condizione:
Credo sia fondamentale contribuire a costruire una nuova classe di amministratori di alto profilo morale, animata dallo spirito di servizio e di rispetto per le istituzioni e della comunità che governa.
E’ quindi decisivo investire e spendere nella formazione politica amministrativa, per fornire un percorso di preparazione e di studio a chi detiene responsabilità politica- amministrativa.
Occorre valorizzare e investire sull’esperienza territoriale dei sindaci, degli amministratori nuovi che, perché anche da lì passa il rafforzamento del Partito Democratico.
Il tentativo con questo corso è di sviluppare il confronto sulle diverse esperienze, e fornire competenze e strumenti operativi di base a chi avrà la responsabilità di governare processi complessi che richiedano una direzione politica come:
La formazione politica deve diventare una questione strategica per il PD ed è fondamentale investire molto in questo campo, recuperando il tempo perso rivolgendoci in particolare ai più giovani, e non solo, per costruire la classe dirigente di domani.
Tanto più è necessario oggi perché nel corso dei prossimi mesi il nostro lavoro non sarà per nulla semplice.
Le stime parlano di un peggioramento degli effetti sociali della crisi economica e l’impegno prioritario dovrà essere rivolto ad alleviare le sofferenze di chi si troverà in difficoltà, ad affrontare le vecchie e nuove povertà che spesso si nascondono dietro ad un’apparente normalità.
Tante imprese, in particolare quelle piccole, gli artigiani, avranno bisogno del sostegno delle amministrazioni locali per resistere per non rinunciare a guardare con fiducia il futuro.
Le autonomie locali devono cercare ed inventarsi le soluzioni che siano le più efficaci per i loro territori, interpretando nel modo più esteso la legge, nel pieno rispetto della stessa.
Ma tutto questo deve avvenire in presenza di un progetto condiviso e definito di cosa dovrà essere l’area metropolitana e quale tipo di sviluppo vogliamo raggiungere.
In questa ottica il Partito Democratico deve essere in grado di indirizzare e coordinare in modo efficace l’azione degli amministratori, avendo l’obbiettivo di dare voce e far crescere la buona politica.
Con le riforme degli anni 90, l’elezione diretta dei sindaci, dei presidenti di regione, dei presidenti di provincia e la separazione fra le funzioni di indirizzo da quelle di gestione, si sono fatti importanti passi in avanti per la stabilità politica dei governi locali.
Tuttavia gli obbiettivi volti a realizzare un processo di maggiore e diffusa responsabilizzazione nella gestione della cosa pubblica non sono stati raggiunti in maniere soddisfacenti.
Tutto ciò ha prodotto un’accentuazione dei processi di personalizzazione che tra l’altro sono venuti in contemporanea con la crisi del sistema dei partiti e quindi con l’indebolimento della politica.
Gli orientamenti di sfiducia verso le istituzioni, la sensazione di caduta di credibilità che c’è tra i cittadini nei confronti della politica, trova alimento anche in questo squilibrio di poteri e di relazioni.
Gli amministratori locali devono essere il primo momento per restituire dignità e trasparenza alla politica e devono essere in grado di aprire una stagione nuova ampliando e sviluppando il rapporto cittadini-istituzioni.
Solo avendo questo obiettivo non facile da raggiungere si può superare la crisi di fiducia verso la politica.
Ma ancora più importante è riprendere il discorso e l’impegno sullo sviluppo locale.
Non si tratta di contrapporre politiche centrali e politiche locali, si tratta invece, in un contesto di forte e costruttiva collaborazione, di lavorare alla promozione dello sviluppo locale, valorizzando i sistemi territoriali e la ricerca di nuovi campi di investimento, consapevoli che la stragrande maggioranza dei problemi hanno una valenza che va oltre i confini comunali.
Altrettanta determinazione ci vuole nel riorganizzare i servizi in un contesto sociale in forte mutamento.
Dobbiamo chiederci continuamente se i servizi che oggi vengono forniti sono adeguati, ed affrontare senza paura il tema del superamento della frantumazione del localismo.
Sotto questo profilo dobbiamo essere consapevoli che, in questi ultimi anni si è affermata una visione localistica, che ha dato priorità alle soluzioni dei problemi locali perdendo una visione complessiva.
Oggi va recuperata una visione di governo sovra comunale, che dia risposte a livello di area metropolitana, convinti che dobbiamo avere la capacità di ritornare alla programmazione, guardando alla soluzione dei problemi in una prospettiva futura. (15/20 anni)
Esistono inoltre difficoltà di funzionamento dei consigli comunali che dobbiamo affrontare con coraggio consapevoli che il rapporto positivo tra gruppi consiliari, assessori e sindaci è fondamentale per il buon funzionamento degli stessi e per la corretta attuazione dei programmi amministrativi.
Da qui nasce la convinzione che i temi di carattere nazionale quali la nuova “carta delle autonomie locali” ed il “federalismo fiscale” impongono nuove riflessioni sul ruolo degli enti locali. Questi debbono essere strumenti orientati a spingere i comuni verso:
Obiettivo è quello di dare servizi migliori, meno costosi, più adeguati alle imprese e alle famiglie.
In questo contesto, diventa fondamentale il nostro contributo per rilanciare il tema della riforma della pubblica amministrazione.
Per questo, non meno importante, dell’attenzione che necessariamente rivogliamo ai processi normativi come il federalismo fiscale e il codice delle autonomie, è decisivo che si affermi una nuova cultura autonomista, recuperando consensi importanti per non lasciare campo libero a derive leghiste del nord o del sud che siano.
Deve affermarsi un’idea di federalismo che oltre a risolvere i problemi, avvicini i cittadini alla gestione della cosa pubblica, che alleggerisca il peso e i costi di un apparato amministrativo statale e locale in un quadro attento a mantenere salda l’unità del Paese, i suoi livelli di coesione con la necessaria solidarietà che garantisca a tutti i cittadini italiani i diritti di cittadinanza.
E’ con questo spirito che abbiamo organizzato il corso di formazione ed è nostra intenzione, dopo una prima fase che si svolgerà centralmente, decentrare nelle zone questa iniziativa, cercando:
|



