Progetto Biografie. E' cura di ricostuire ad uso informativo la storia del PCI e PDS Lombarda e Milanese attraverso la documentazione, la memoria e la biografia dei "Compagni"
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Elio Quercioli

ElioQuercioliNon solo un antifascista, ma portatore sano di una laicità vera, e anche un antigolpista, come dimostra l’inserimento del suo nome nella lista dei 700 “enucleandi” da parte dei seguaci del generale De Lorenzo.
Elio Quercioli, comunista, riformista e personalità molto incline al dialogo, iniziò l’attività politica poco più che quattordicenne, quando con alcuni compagni di scuola del liceo “Manzoni” iniziò a maneggiare i primi volantini in difesa della pace.
Giornalista, sposò Mimma Paulesu nipote di Antonio Gramsci, fu direttore de La Voce Comunista e de L’Unità, si caratterizzò non solo per la spiccata propensione verso i temi dell’informazione e dei media, come dimostrato dall’apporto in sede parlamentare, ma soprattutto per la fitta rete di contatti di amicizie che riuscì a tessere, dagli avversari politici fino a mondi ideologicamente ai suoi antipodi, come banchieri e borghesia milanese.

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Fiorenza Bassoli

Fiorenza BassoliNata il 9 agosto 1948 a Reggiolo (Reggio Emilia), risiede a Sesto San Giovanni (Milano). Perito chimico industriale, ha lavorato per oltre 20 anni al giornale l'Unità di Milano. Ha esordito in politica nel 1970 come consigliere comunale e poi come Assessore all'istruzione e cultura a Sesto San Giovanni (Mi). Nel 1980, viene eletta consigliere alla Provincia di Milano. Dal 1985 al 1994 è la prima donna sindaco di Sesto S.Giovanni, città medaglia d'oro al valore militare per il contributo dato alla resistenza.
In quegli anni la città vive la drammatica chiusura di tutte le grandi fabbriche che avevano fatto per circa cento anni la storia industriale e del movimento operaio del Nord-Italia. Forte è stato il sostegno alle lotte e in difesa dei diritti dei lavoratori e nel contempo, come sindaco, ha proposto e attuato un progetto per favorire la riconversione di Sesto S.Giovanni da "città del lavoro" a città dei lavori.
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Flavio Benetti per 60 anni con l’Unità in tasca...

«Le persone avevano paura a comprare il giornale perché il pregiudizio anticomunista era molto forte»

Se anche i giornali potessero dare lauree ad honorem, la prima assegnata dall'Unità sarebbe sua di diritto.
Un diritto che Flavio Benetti si è guadagnato in oltre cinquant'anni d'impegno per la diffusione e la crescita di questo quotidiano, ieri tra le campagne ferraresi bussando alle porte dei braccianti, oggi alla festa dell'Unità di Milano dietro ad uno stand ricolmo di copie, libri, cd musicali e biglietti per concerti.
«Questo giornale per me è stato uno strumento prezioso per entrare a contatto con le persone, per conoscere le loro esigenze, per imparare ad affrontarne i problemi quotidiani. Mi ricordo gli anni del dopoguerra, allora ero un ragazzo di nemmeno vent'anni e facevo anche 50 chilometri al giorno in bicicletta per andare di casa in casa fra i contadini di Ferrara a vendere il giornale: la gente lo comprava anche se non sapeva leggere, per sostenere il partito e le lotte sindacali che in quel periodo erano molto dure.
Nel 1949, ad esempio, uno sciopero della Federbraccianti lungo quaranta giorni finì con oltre ottanta capilega portati in carcere dalla polizia e noi giovani della Fgci li dovemmo sostituire come provvisori dirigenti sindacali.
Ma per me era un dolore immenso ogni settimana ritrovare nelle case l'Unità intonsa, appoggiata nello stesso punto sulla credenza dove l'avevo lasciata.
Così organizzai con altri giovani un corso serale per gli adulti analfabeti, che all'epoca rappresentavano il 70% della popolazione del ferrarese. Appena imparavano a fare la loro firma cambiavano il modo di camminare per strada, lo facevano a testa alta».
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Onorina Brambilla Pesce

OnorinaBrambillapesceOnorina Brambilla, "Sandra", figlia di operai, è un mirabile esempio del percorso compiuto da tante donne italiane che, all'8 settembre del '43 con l'occupazione straniera del Paese e il sorgere della Repubblica Sociale Italiana di Mussolini, non ebbero esitazioni a battersi per la libertà abbandonando casa, lavoro e affetti offrendo un contributo decisivo alla lotta e alla vittoriosa insurrezione.

La sua è la vita di una ragazza schierata con quel minuscolo ma temibile esercito del 3° Gap votato alle imprese più disperate, al limite dell'impossibile, nel cuore della metropoli, contro gli obiettivi strategici dei tedeschi e dei fascisti di Salò. Arrestata a Milano e torturata a Monza, fu internata nel lager "di transizione" di Bolzano e subì il dramma della prigionia in mano agli sgherri di Wernig. Liberata il 30 aprile 1945, dopo una marcia a tappe forzate, a piedi, con altri compagni, attraverso la Val di Non, il passo della Mendola e quello del Tonale, Nori tornò in una Milano sconciata dalla guerra, dove riabbraccerà la famiglia e il suo comandante, Giovanni Pesce, Visone, Medaglia d'oro della Resistenza ed Eroe Nazionale di cui il 14 luglio 1945 diverrà la compagna di una vita.

Non mancheranno i riconoscimenti partigiani: il diploma del Comando Alleato di Alexander e la Croce di guerra al "valor partigiano". Per decenni militante del Pci e poi di Rifondazione Comunista fu dirigente nazionale della Fiom-Cgil.

Attiva nel mondo dell'associazionismo partigiano, nell'Anpi, nell'Aned e nell'Anppia. È stata presidente onoraria dell'Aicvas, l'Associazione degli ex-combattenti volontari antifascisti nella guerra di Spagna, dopo la scomparsa di Giovanni Pesce nel 2007. Nel 2006 è stata insignita della medaglia d'oro di benemerenza dal Comune di Milano città dove ha sempre vissuto. Nel 2010, ha fondato e costituito, con altri amici e compagni, l'associazione "Memoria Storica - Giovanni Pesce".
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Giovanni Brambilla

Nato il 14 giugno 1910 a Milano  Sindacalista segretario generale della FIOM, Consigliere comunale a Milano, membro del comitato centrale del P.C.I., senatore nella IV e V legislatura.

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